La colonscopia è un esame diagnostico e di prevenzione che serve per visualizzare la parte inferiore del tubo digerente, quindi colon, retto, sigma e in alcuni casi anche l’ileo terminale. Questa procedura diagnostica viene prescritta quando è necessario verificare l’eventuale presenza di specifiche patologie e risalire a potenziali cause per sintomi di varia natura. Viene consigliata anche in seguito alla colonscopia virtuale, un esame radiologico in cui si acquisiscono le immagini, per poi analizzare in 3D il colon ed esplorare la zona alla ricerca di eventuali anomalie. In altri casi si procede con la colonscopia quando emergono alterazioni in seguito a tac, risonanze magnetiche o clisma opaco.

Questo esame è di prassi nelle fasi di screening per il tumore al colon retto, già a partire dai cinquant’anni. Mentre nei soggetti portatori di familiarità, nelle persone già affette da neoplasia intestinale o da neoplasia del colon retto, viene eseguito come indagine di routine. La colposcopia viene prescritta anche in presenza di polipi, dolori addominali ingiustificati, significativo calo del peso, anemia, modificazioni a carico dell’alvo. A volte è utile anche per indagare sulle condizioni dell’intestino crasso, in seguito a disturbi di natura intestinale. La colonscopia, oltre ad essere uno strumento di indagine diagnostica, è anche utilizzata per intervenire in maniera operativa. Nello specifico viene impiegata per rimuovere polipi o altri corpi estranei, effettuare biopsie, inserire protesi particolari.

Prima di poter fare l’esame è necessario seguire un iter specifico, seguendo una dieta alimentare povera di fibre e utilizzando lassativi o clisteri che aiutino ad espellere la materia fecale. La prescrizione viene suggerita dal medico stesso o consegnata dal centro al momento della prenotazione. Qualora vengano assunti dei farmaci ,come aspirina o anticoagulanti, è necessario avvertire il proprio medico, che valuterà se interrompere o meno la somministrazione prima dell’esame diagnostico. Ugualmente andranno dichiarate altre terapie in corso, in quanto alcuni lassativi potrebbero ridurre l’efficacia dei medicinali. Carbone vegetale, ferro e vitamine vanno sospesi.

Nei tre giorni precedenti alla colonscopia devono essere mangiati solo cibi solidi come carne, pesce, formaggi, latticini e uova, mentre devono essere evitati ortaggi, frutta, cereali, legumi. Si sconsigliano inoltre bevande che possano contenere coloranti nei toni del rosso o del viola, in quanto potrebbero alterare i risultati dell’esame. A partire dalla sera prima dell’esame e la mattina stessa, vanno eliminati completamente i cibi solidi e si suggerisce una dieta liquida, a base di brodo di dado, camomilla, the, succhi di frutta senza polpa, caffè. E’ però vietato il latte. Vengono consigliati anche dei clisteri con acqua tiepida, che andranno effettuati fino a quando non uscirà dell’acqua limpida e pulita.
E’ necessario essere accompagnati da qualcuno, in quanto si sarà sottoposti a sedazione e non è indicato mettersi alla guida subito dopo.

L’esame avviene in presenza del medico e dell’infermiere. Dopo la fase di accoglienza, in cui il medico si dedica alla raccolta dell’anamnesi del paziente, si è invitati a sdraiarsi sul lettino sul fianco sinistro e a flettere le ginocchia.
Viene iniettata la sedazione per via endovenosa, grazie alla quale il paziente non avvertirà alcun dolore, e si controllano i parametri vitali quali battito cardiaco, pressione arteriosa, livello di ossigenazione del sangue e così via. In casi particolari si procede con l’anestesia generale.
La procedura prevede che venga inserito nell’ano l’endoscopio con molta delicatezza e procedendo con gradualità. Questo strumento altamente tecnologico è una sonda a fibre ottiche, dotata di telecamera ed illuminata, che consente di esplorare la mucosa gastrica. Una volta superato il retto e raggiunto il colon, si inietterà dell’anidride carbonica nell’intestino, di modo da ottenere una visione migliore. Lo stesso endoscopio consente inoltre di aspirare o introdurre liquidi e asportare piccole porzioni di tessuto per una eventuale biopsia. Il medico seguirà direttamente sullo schermo le immagini proiettate dalla sonda. L’intera procedura è del tutto indolore per il paziente.

La durata dipende dalla storia clinica del paziente: se non vi sono condizioni di particolari sospetti si risolve con pochi minuti, al contrario qualora sia necessario intervenire, ad esempio per asportare dei polipi, la procedura può estendersi anche fino a mezzora. L’endoscopio difatti consente di introdurre delle piccole pinze e degli aghi attraverso i propri canali, intervendo in profondità. In alcuni casi il paziente verrà invitato a cambiare posizione per consentire una maggiore visuale.
Generalmente il referto diagnostico viene consegnato al termine della colonscopia dallo stesso medico, il quale informerà il paziente di eventuali cure o prescrizioni da seguire. L’esito consiste in un report in cui saranno indicati i vari passaggi eseguiti durante la colonscopia e l’analisi di ogni tratto analizzato.

La colonscopia avviene sotto sedazione, per cui non si avverte dolore. Qualche paziente potrebbe avvertire un po’ di fastidio o pressione, a volte qualche crampo. Questo avviene a causa dell’aria introdotta nell’intestino per favorire la distensione delle pareti. Si consiglia sempre di attendere almeno un’ora dal termine dell’esame per facilitare lo sgonfiore a carico dell’addome. Qualsiasi fastidio verrà superato già dal giorno successivo all’esame. Tuttavia per almeno ventiquattro ore si consiglia il riposo, mentre si può tornare a mangiare tranquillamente dopo la colonscopia, iniziando con dei cibi leggeri. Raramente vengono segnalati vomito, nausea o sudorazione.

Tra le possibili, ma rare, controindicazioni possono avvenire sanguinamenti o perforazioni dell’intestino crasso. Tuttavia si tratta di circa un caso ogni mille pazienti. L’esame diagnostico è sconsigliato a tutti i pazienti affetti da ulcere profonde o reduci da un infarto. Nel caso di donne in stato di gravidanza o soggetti con gravi disturbi cardiaci, polmonari o malattie soggette a forti sanguinamenti, sarà il medico a valutare di volta in volta la possibilità di eseguire o meno l’esame. Anche gli anziani possono fare la colonscopia.

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