La cistoscopia è un esame mediante il quale si visiona l’interno dell’uretra e della vescica attraverso uno strumento ottico chiamato cistoscopio. Quando una persona ha un problema alla vescica, il medico può usare il cistoscopio per esaminare l’interno dell’uretra, il canale che conduce le urine dall’interno della vescica all’esterno del corpo. L’esame è indicato soprattutto in alcuni casi, ad esempio quando è presente del sangue nelle urine, presenza di cellule atipiche nelle urine, frequenti infezioni urinarie, dolore alla vescica durante la minzione. La cistoscopia è molto utile anche in caso di di diagnosi di calcoli vescicali, tumori sanguinanti e malformazioni alla vescica. Si tratta di un esame diagnostico endoscopico che ha la finalità di ispezionare visivamente le pareti della vescica, del collo vescicale, dell’uretra e dei meati uretrali.

Cistoscopio

Se si esegue una cistoscopia in una clinica ambulatoriale, nella maggior parte dei casi, prima dell’esame si possono assumare cibo e liquidi normalmente. Se per l’esame, invece, è necessaria un’anestesia generale, una persona dovrebbe astenersi per circa 8 ore da liquidi e alimenti. Altri medici, invece, preferiscono evitare l’assunzione di antibiotici e il digiuno, anche se in alcuni casi viene indicata profilassi per prevenire eventuali infezioni urinarie. E’ consigliabile di evitare di urinare un’ora prima di sottoporsi alla cistoscopia.

Prima dell’esame, però, è sicuramente utile portare con sé gli esiti di una recente urinocultura sterile e fare un colloquio con il medico che eseguirà l’esame. In questo frangente, è indispensabile l’elenco dei farmaci assunti, indicare le possibili allergia alimentari e se si hanno patologie cardio-vascolari. Si chiedano al medico eventuali dubbi o si faccia chiarezza in merito ad alcune preoccupazioni legate all’esame, anche perché, prima dell’esame, il medico farà firmare il consenso informato.

Di solito, la procedura viene eseguita in ambulatorio o in un reparto chirurgico, a seconda dei sintomi presentati dal paziente. Usualmente, l’esame ha una durata che va dai 5 ai 20 minuti e viene chiesto di spogliarsi per porter eseguire l’esame. La posizione più richiesta è piegati in avanti, con le ginocchia separate tra loro; questo per consentire di spalmare il gel anestetico instillato attraverso il meato uretrale.

Viene, dunque, lubrificata l’uretra con circa 5-10 cc di gel lubrificante, gel che di solito contiene anestetici come la lidocaina. Se emerge fastidio, il medico può interrompere e anestetizzare l’area, così da poter introdurre il cistoscopio nell’uretra e risalire per la vescica, distesa con l’instillazione di una soluzione fisiologica sterile. La tensione muscolare non aiuta, quindi è consigliabile distendere perfettamente i muscoli, rilassarsi al fine di avvertire meno dolore e/o fastidio possibile. Di solito, per via del riempimento della vescica, si avverte l’esigenza di urinare, ma è bene ricordare che non possibile in quel momento, ma solo dopo l’esame.

Per realizzare l’esame sono disponibili diversi strumenti, come ad esempio cistoscopi rigidi o flessibili. Di solito, quelli flessibili sono più graditi al paziente, che per tanto avverte meno dolore o fastidio, e consentono di eseguire l’esame anche a letto. E’ possibile, però, che vengano usati cistoscopi rigidi; in tal caso al paziente viene indicato di mettersi in posizione supina con le gambe sollevate. Se, invece, l’esame è legato a patologie più serie, come ad esempio la cistite, di solito il paziente si relaziona con diverse figure professionali, una vera e propria equipe multi-disciplinare, formata dallo specialista di riferimento, l’urologo, ma anche da infermieri, ginecologo, psicoterapeuta, sessuologo, immunologo, etc.

In linea di massima, i sintomi durante e dopo la cistoscopia vengono classificati come temporanei, destinati cioè a sparire dopo aver sostenuto l’esame. Le complicanze, infatti, quasi sempre sono temporanee e facilmente curabili con terapia medica. Dopo l’esame, però, possono comparire: lesioni dell’uretra, sanguinamento uretrale, sangue nelle urine, infezione, bruciore minzionale e aumento della frequenza minzionale. E’ altrettanto usuale che, dopo l’esame, il paziente non presenti nessuna complicanza ed è dimesso dopo qualche ora, altrimenti può restare sotto osservazione per un tempo variabile indicato dai medici.

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