L’ecografia prostatica con biopsia è un esame mirato a redigere una diagnosi in rapporto allo stato della prostata a seguito della manifestazione di alcuni disturbi tra cui difficoltà di minzione, sensazione di svuotamento incompleto della vescica, bruciori, ecc.
Tale esame diagnostico è di tipo invasivo in quanto la ghiandola prostatica di trova dietro la vescica e per essere indagata necessita di una procedura di avvicinamento che la renda visibile all’ecografo attraverso una cannula che si inserisce nell’ano.
I motivi per cui si rende necessaria l’ecografia prostatica con biopsia sono diversi e tra questi ci sono i valori elevati di PSA, la diagnosi precoce del tumore alla prostata, il controllo che si esegue generalmente dopo il 50° anno di età a scopo preventivo, indagare sulle possibili cause di infertilita nella quale è connessa anche l’attività prostatica.

esame-prostata

La biopsia, cioè il prelievo di un’esigua quantità di tessuti da analizzare istologicamente, si rende necessaria quando si sospetta la presenza di cellule che potrebbero portare a una diagnosi di cancro, a seguito dell’alterazione del valore relativo al PSA, acronimo che sta per “antigene prostatico specifico”, ma anche dopo aver osservato neoformazioni durante un’esplorazione rettale.
Prima dell’ecografia prostatica con biopsia è necessario che il paziente si prepari per tempo e in questo viene seguito dall’urologo. E’ necessario infatti intraprendere qualche giorno prima una terapia antibiotica contro potenziali infezioni in sede di biopsia e sospendere tutti quei farmaci che potrebbero interferire con la coagulazione del sangue (per esempio la Cardioaspirina). I tempi di sospensione sono sempre relativi alle disposizioni dell’urologo in rapporto all’età e alle patologie concomitanti che presenta lo stesso paziente.

Per la particolarità dell’esecuzione dell’esame è bene avere la vescica piena cioè evitare di andare al bagno almeno un’ora prima, e non essere a digiuno. La migliore visualizzazione della prostata prevede che il canale sia ripulito da eventuali residui di feci. Per fare questo è necessario eseguire un clistere almeno 3 ore prima dell’esame diagnostico o, in alternativa, usare delle supposte di glicerina sia la sera precedente che al mattino.
Naturalmente mentre si svolge questo esame il paziente sarà nudo e rannicchiato in posizione fetale con le gambe tirate verso il busto.
L’ecografia prostatica con biopsia prevede un’anestesia locale che interessa sia i tessuti superficiali che la zona prossima alla prostata in modo che il paziente avverta il minor fastidio possibile. L’anestetico viene iniettato nella zona perineale tra l’ano e lo scroto e nei giorni seguenti è possibile che compaia un piccolo ematoma che si riassorbe entro breve tempo.

images

L’ecografia prostatica con biopsia si svolge quindi per via transrettale, quindi introducendo una sonda opportunamente coperta con un guanto in lattice cosparso di liquido lubrificante in gel, che allevia il fastidio alle pareti del retto.
Per la biopsia con ecografica prostatica prima il medico esegue un’ispezione rettale manuale e poi usa un sottile catetere attraverso il quale viene inserito una sorta di ago che preleverà i tessuti da analizzare in varie zone della ghiandola, in modo da avere un campione significativo. Tutto questo in concomitanza con l’ecografia che servità per la visualizzazione della zona interessata.
Durante il prelievo del materiale tissutale il paziente può avvertire delle leggere fitte nonostante la presenza dell’anestesia locale che sono comunque sopportabili.

L’esame viene eseguito alla presenza dell’urologo, dell’anestesista e di un infermiere che seguono tutta la durata dell’ecografia prostatica con biopsia che si aggira intorno a 15 minuti.
I fastidi che potrebbero essere presenti in seguito sono sanguinamento della zona di prelievo dei tessuto con conseguente comparsa di sangue nell’urina, nello sperma, nelle feci. Eventuali perdite ematiche scompaiono entro pochi giorni ma, se il fastidio si associa a dolore al basso ventre e gonfiore, bisogna rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Un tale inconveniente è possibile a causa di alcuni coaguli di sangue che potrebbero arrestare il flusso nell’uretra che deve quindi essere liberata.

L’esame istologico si svolge subito dopo il prelievo e i risultati sono disponibili dopo 4-7 giorni. In base a questi il medico formula la diagnosi e decide un eventuale cura, o al limite la ripetizione dell’esame nel caso non ci siano evidenze di cellule cancerose.
E’ bene essere accompagnati il giorno dell’ecografia prostatica con biopsia a causa dell’anestesia e di possibili episodi di ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa)che potrebbero portare a mancamenti non compatibili con la guida dei mezzi.

 

Comments Are Closed!!!